In data 5 agosto 2026, Banca d’Italia ha pubblicato una comunicazione in materia di offerta del conto di base (Documento integrale) uno strumento fondamentale per favorire l’inclusione finanziaria e garantire ai consumatori l’accesso ai principali servizi bancari.

La normativa riconosce infatti alle persone legalmente soggiornanti nell’Unione Europea il diritto di ottenere l’apertura di un conto di base, imponendo a banche, Poste Italiane e agli altri prestatori di servizi di pagamento abilitati specifici obblighi.

Inoltre, per alcune categorie di clienti economicamente vulnerabili, il conto deve essere offerto senza spese.

L’attività di vigilanza svolta dall’Istituto ha fatto emergere alcune criticità nelle modalità con cui il conto di base viene presentato e reso accessibile alla clientela.

Tra queste rientrano procedure interne non sempre adeguate, una conoscenza insufficiente del prodotto da parte del personale, difficoltà nei sistemi informatici e, in alcuni casi, la mancata proposta del conto a clienti che potrebbero averne diritto.

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda l’offerta di prodotti alternativi che possono risultare più costosi rispetto al conto di base.

Per tale motivo, Banca d’Italia richiama gli intermediari alla necessità di intervenire concretamente sulla propria organizzazione.

Le procedure devono essere aggiornate e il personale adeguatamente formato, affinché sia in grado di fornire informazioni corrette e di individuare le situazioni in cui il conto di base deve essere proposto.

Particolare attenzione deve essere inoltre riservata ai clienti vulnerabili.

Gli intermediari sono chiamati a evitare automatismi che possano portare al rifiuto dell’apertura del conto sulla base della sola appartenenza del cliente a una determinata categoria. La valutazione deve invece essere effettuata nel rispetto delle disposizioni applicabili e delle specifiche circostanze previste dalla normativa.

Un passaggio particolarmente rilevante riguarda infine i controlli interni.

Entro il 30 novembre 2026, gli intermediari dovranno verificare, attraverso le funzioni di Compliance e Internal Audit, che le proprie procedure e prassi siano coerenti con la normativa e con le indicazioni di Banca d’Italia.

Gli esiti di queste verifiche dovranno essere raccolti in una relazione interna, sottoposta all’approvazione del Consiglio di Amministrazione, nella quale dovranno essere indicate eventuali carenze e le relative azioni correttive. Qualora permangano criticità, dovranno essere comunicati a Banca d’Italia anche il piano di rimedio e le misure previste per superarle.

In questo contesto, assume particolare rilievo la capacità degli intermediari di tradurre le indicazioni della Vigilanza in procedure operative concrete ed efficaci. L’obiettivo non è soltanto garantire il rispetto formale degli obblighi, ma assicurare alla clientela un accesso effettivo e non discriminatorio al conto di base.

La verifica richiesta entro novembre rappresenta, pertanto, un momento importante per individuare e correggere eventuali criticità ancora presenti