In data 21 ottobre 2026 Banca d’Italia ha pubblicato la Circolare n. 326 (documento integrale) che introduce un sistema organico di segnalazioni statistiche, finanziarie e di vigilanza per i fornitori di servizi di crowdfunding autorizzati ai sensi del Regolamento (UE) 2020/1523.
L’obiettivo è rendere sistematica e strutturata la raccolta delle informazioni necessarie all’attività di vigilanza.
Le disposizioni interessano sia i fornitori specializzati sia banche, SIM e altri intermediari autorizzati a prestare tali servizi.
Il nuovo impianto organizza in schemi definiti informazioni in precedenza raccolte attraverso rilevazioni dedicate.
La novità si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della trasparenza informativa e del monitoraggio del mercato del crowdfunding.
La Circolare articola le segnalazioni in cinque aree: stato patrimoniale; conto economico; dati integrativi; altre informazioni; patrimonio di vigilanza e requisiti patrimoniali.
Particolare attenzione è dedicata all’attività delle piattaforme: raccolta, investitori, prestiti, operazioni di lending, equity e debt crowdfunding, oltre al monitoraggio dei progetti finanziati. Sono previste informazioni anche sullo stato dei rimborsi e sui ritardi nei pagamenti, sui reclami e, per i soggetti interessati, su liquidità e spese fisse generali.
La profondità delle informazioni richieste varia in funzione della categoria di appartenenza dell’operatore.
La nuova disciplina si applicherà alle segnalazioni riferite alla data contabile del 30 giugno 2027. Gli operatori dispongono quindi di un periodo preparatorio per verificare la qualità dei dati e adeguare i processi interni.
Sarà importante mappare le informazioni disponibili, assicurare la coerenza tra contabilità e flussi segnaletici e definire responsabilità e controlli sulle procedure di trasmissione.
La nuova disciplina rappresenta un’occasione per rafforzare i controlli interni e la governance.
È opportuno verificare l’affidabilità dei dati, formalizzare le procedure di validazione e prevedere controlli periodici sulle segnalazioni.
Tale approccio strutturato consente di ridurre il rischio di errori e omissioni migliorando la qualità delle informazioni trasmesse all’Autorità di vigilanza.
In questo contesto, sarà fondamentale avviare per tempo un’analisi degli impatti organizzativi e operativi, coinvolgendo le funzioni aziendali interessate, tra cui amministrazione, compliance, risk management e sistemi informativi.
Una pianificazione anticipata permetterà di individuare eventuali criticità, valutare gli adeguamenti necessari e integrare i nuovi obblighi nei processi già esistenti.

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